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La Basilicata è una terra ancora non conquistata dal turismo di massa, caratterizzata dalla presenza di ambiti naturalistici molto differenti: dalle montagne della dorsale appenninica, al Monte Vulture, antico vulcano di 1.326 metri di altezza, dalle coste sabbiose sullo Jonio, alle rocce che si stagliano sul Mar Tirreno a Maratea, dai borghi cittadini, scrigni di storia e cultura, alla natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, con i suoi splendidi boschi di faggi e abeti bianchi, dagli imponenti e severi castelli medievali, ai laghi di Monticchio, immersi in una verdeggiante vegetazione.

CENNI GEOGRAFICI

L’itinerario proposto percorre circa 66 chilometri, partendo da Venosa, cittadina sull’Appennino Lucano, al confine con la Puglia, abitata sin dai tempi della preistoria (come dimostrano le testimonianze presenti sia nel Parco Archeologico che nel Museo Archeologico Nazionale della cittadina) e colonia molto attiva dell’impero romano sin dal 291 a.C.

Procedendo verso nord-ovest, mediante la Strada Provinciale Piano del Cerro prima e la Strada Statale Appulo Lucana poi, si giunge a Melfi, cittadina alle pendici del Monte Vulture, che ha origini medioevali, anche se il suo sito fu abitato già in epoca neolitica e, successivamente, nel periodo romano.

Imboccando la Strada Provinciale ex SS93, quindi la Strada Statale 658 e, infine, la Strada Provinciale ex SS303, si giunge ad Avigliano, cittadina che le leggende fanno risalire al V secolo a.C., ma che appare, più probabilmente, nata tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero Romano, anche se è al Medioevo che risale il suo periodo di maggiore attività.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Parco Archeologico di Venosa
PER ALTRE FOTO cliccare qui (apre il sito www.trivago.it)

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