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Cenni storici

La Basilicata ha radici storiche molto antiche: una delle prime testimonianze di questa terra si trova ad Atella e risale al Paleolitico, mentre al Neolitico vengono datati i resti rinvenuti a Lavello.

Intorno al XIII secolo a.C. alcuni commercianti micenei si avventurarono alla rotta di Metaponto e Scanzano Jonico e, grazie alla loro fortunata spedizione, iniziarono le migrazioni di greci che, nei secoli VIII e VII a.C., fondarono nuovi centri abitati nella terra che va da Napoli a Taranto, fino alla Sicilia: la cosiddetta Magna Grecia.

Nell’età imperiale romana i fiorenti centri lucani, tra i quali Venusia e Heraclea, subirono un inarrestabile declino a causa dell’allargarsi del territorio paludoso e, di conseguenza, del diffondersi della malaria.
D’altra parte l’assetto territoriale predominante in questa epoca fu il latifondo, il che produsse un notevole declino delle città costiere.

Con l’arrivo dei primi monaci greci, nel VII secolo, si iniziò a sviluppare l’arte delle chiese rupestri, caratteristica di queste terre.

Il periodo che abbraccia l’VIII e il IX secolo fu testimone di cruente lotte tra bizantini e longobardi in Lucania. In questo scenario si andava delineando la funzione di avamposto militare e strategico della cittadina di Melfi: nel 1129 Ruggero II d’Altavilla, infatti, avrebbe fatto iniziare a costruire il castello della cittadina, che sarebbe, in seguito, diventato la dimora preferita di Federico II, l’imperatore che come nessun altro caratterizzò la storia medioevale dell’Italia meridionale.

Il IX secolo, oltre alle incursioni saracene, assistette all’arrivo della regola di San Benedetto con la conseguente nascita di numerose abbazie, tra le quali quella celeberrima di Venosa, o San Michele Arcangelo a Montescaglioso e San Michele sui laghi di Monticchio.

La morte dell’ultimo re della dinastia normanna scatenò lo schierarsi dell’aristocrazia laica ed ecclesiastica in due opposte fazioni: una a sostegno dell’imperatore di Germania Enrico IV, l’altra a favore del conte di Lecce Tancredi d’Altavilla.

Nel 1194 ebbe la meglio il sovrano tedesco, così baroni, vescovi e feudatari si schierarono dalla sua parte, pronti, però, ad approfittare del periodo di instabilità a seguito della morte dell’imperatore e dell’insediamento sul trono di suo figlio Federico II, nato dal matrimonio con Costanza d’Altavilla, ancora minorenne.

Anche in questa occasione il ceto influente si divise in due diverse fazioni: una a sostegno di Gualtieri di Bienne, mandato da Innocenzo III contro Diopoldo di Hohenberg, e un’altra a sostegno di governatori e interessi locali.

Rientrato dalla Germania con l’assicurazione dell’appoggio dei grandi feudatari dell’impero, Federico II acquisì la corona imperiale a Roma e caratterizzò, con il suo dominio, tutto il periodo che va dal 1220 al 1250.

fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Castello di Melfi
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La Basilicata è una terra ancora non conquistata dal turismo di massa, caratterizzata dalla presenza di ambiti naturalistici molto differenti: dalle montagne della dorsale appenninica, al Monte Vulture, antico vulcano di 1.326 metri di altezza, dalle coste sabbiose sullo Jonio, alle rocce che si stagliano sul Mar Tirreno a Maratea, dai borghi cittadini, scrigni di storia e cultura, alla natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, con i suoi splendidi boschi di faggi e abeti bianchi, dagli imponenti e severi castelli medievali, ai laghi di Monticchio, immersi in una verdeggiante vegetazione.

CENNI GEOGRAFICI

L’itinerario proposto percorre circa 66 chilometri, partendo da Venosa, cittadina sull’Appennino Lucano, al confine con la Puglia, abitata sin dai tempi della preistoria (come dimostrano le testimonianze presenti sia nel Parco Archeologico che nel Museo Archeologico Nazionale della cittadina) e colonia molto attiva dell’impero romano sin dal 291 a.C.

Procedendo verso nord-ovest, mediante la Strada Provinciale Piano del Cerro prima e la Strada Statale Appulo Lucana poi, si giunge a Melfi, cittadina alle pendici del Monte Vulture, che ha origini medioevali, anche se il suo sito fu abitato già in epoca neolitica e, successivamente, nel periodo romano.

Imboccando la Strada Provinciale ex SS93, quindi la Strada Statale 658 e, infine, la Strada Provinciale ex SS303, si giunge ad Avigliano, cittadina che le leggende fanno risalire al V secolo a.C., ma che appare, più probabilmente, nata tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero Romano, anche se è al Medioevo che risale il suo periodo di maggiore attività.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Parco Archeologico di Venosa
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Il B&B si trova a Scafati, che è un comune attiguo a Pompei. Per quanto il giardinetto che lo circonda sia attiguo ad una strada su cui le macchine sfrecciano ad alta velocità, in camera non si sente alcun rumore e si riposa tranquillamente.

Se proprio si vuole trovare un difetto alla struttura mi pare che (magari sbaglio io, però, eh!) non siano proprio 900 e 500 i metri che lo separano rispettivamente dai famosi scavi di Pompei e dalla Circumvesuviana (che permette di muoversi in tutta l’area), come scritto sul loro sito, ma un tantino di più.
Però per chi arriva qui in auto non c’è alcun problema: in zona è facile trovare parcheggio e muoversi per le strade dei paesi di Scafati e Pompei non è caotico come immaginavamo.
Inoltre il B&B mette a disposizione biciclette per i clienti, quindi anche per chi arriva con i mezzi pubblici il problema degli spostamenti è abbastanza risolvibile.
In più ho visto una 500 del proprietario serigrafata e sponsorizzata con il logo del B&B: forse si presta per passaggi in auto, quando richiesto.

Più che per fare shopping o godere di vita notturna, in zona si va per visitare gli scavi di Pompei e, se ci si può muovere autonomamente, per ammirare la splendida costiera amalfitana con tutti i suoi paesi ricchi di monumenti e d’arte: il B&B costituisce davvero un ottimo punto di partenza per escursioni in zona.
Noi, purtroppo, non abbiamo avuto il coraggio di visitare gli scavi di Pompei con quella temperatura assurda: eravamo sudati fradici già alla biglietteria, dove c’era da fare un’ora almeno di fila, quindi abbiamo rinunciato, andando a visitare, in alternativa, Amalfi (sia santificato l’inventore dell’aria condizionata in auto!!!).
Ma sicuramente torneremo in zona per una tappa agli scavi, magari in primavera.
Allora pernotteremo, senza dubbi, al B&B Il Fauno, che ci sentiamo di consigliare a chiunque cerchi un ottimo rapporto qualità/prezzo in zona: 60 euro (circa) a notte per dormire in una zona molto vicina ai mezzi di trasporto pubblici e all’autostrada, in una camera molto ben accessoriata ed arredata, con colazione squisita ed abbondante e con una gestione all’insegna della cordialità, dell’accoglienza e del calore napoletani.

Veramente ottimo.

fine

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Il proprietario prepara caffè o cappuccino a scelta, accompagnato da un classico cornetto. Ma è sul tavolo della colazione che si scatena la fantasia di sua mamma: torte, marmellate e dolci per tutti i gusti, oltre ai classici cereali, biscotti, fette biscottate e succhi di frutta di vario tipo.

Al suono (incomprensibile!) della BBC in tv (c’erano ospiti inglesi molto più mattinieri di noi, che quindi decidevano dove sintonizzare il televisore!) o di un documentario sugli scavi di Pompei in lingua inglese (disponibili vari dvd accanto al televisore), ho mangiato talmente bene… da aver “vinto” due chili al mio rientro a casa: la colazione aveva l’apporto di 2000 calorie almeno, ma erano tutte stra-meritate.

Accanto a tanta scelta e tanta bontà, il proprietario e sua mamma non facevano che chiederci come andasse, se ci trovassimo bene, se fosse tutto OK: noi stavamo per scoppiare (era impossibile guardare quelle torte deliziose e non volerle provare tutte!!!) e, tra un boccone e l’altro, ci siamo fatti dare indicazioni su Napoli e su come fosse consigliabile visitarla.
Certo è che alla fine abbiamo visto molto meno di quanto avremmo voluto, causa temperatura di 40 gradi all’ombra (al punto che un’emittente televisiva mi ha pure intervistata, con la cronista che mi chiedeva allibita cosa ci facessimo a Napoli con tanto di Guida Touring e macchina fotografica con quel caldo allucinante e cosa avremmo fatto per combatterlo… noi più che entrare in tutte le chiese e i monasteri che vedevamo dall’esterno e, addirittura, da Zara per refrigerarci… avevamo ben poche soluzioni alternative… quindi il rientro è stato anticipato rispetto al previsto, per evitare di collassare!!!), ma le indicazioni del proprietario ci sono state davvero utili.
Se si aggiunge che, al nostro arrivo, ci aveva fornito una cartina della zona in cui alloggiavamo, con tanto di indicazioni di ristoranti e bar, e con aggiunta di consiglio di sua mamma su dove andare a mangiare una pizza a pochi passi da lì (a piedi), c’è da giurarci che gli ospiti sono davvero seguiti con attenzione dai proprietari della struttura.

fine della quinta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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LA STRUTTURA

Anche il bagno è piccolino ma, visto che non dovevamo organizzare un party in camera, decisamente buono: box doccia (e non odiosissima tendina come nel B&B di cui sopra… ormai è un incubo che mi perseguita e il cui timore ha caratterizzato il mio soggiorno attuale!!!), lavandino, bidet e water, con numerose asciugamani a disposizione e vari prodotti per la toilette, tra i quali (addirittura!) ovatta per il viso.
3 - Scafati, B&B Il FaunoAnche se privo di finestra, il bagno è dotato di aspiratore funzionante all’accensione della luce.

Il letto, oltre che dal profumo di pulito che mi è rimasto impresso, è caratterizzato da un comodo materasso, rigido a sufficienza per essere confortevole.

La stanza affaccia sul giardinetto della struttura, quindi la veduta è quella delle mille piantine ben curate che arredano il giardino, davvero ben tenuto.

La cura della struttura è tale che, al mattino, quando siamo usciti intorno alle 10.00, con una temperatura di duemila gradi centigradi (!!!!), un signore stava sistemando qualcosa nel muretto accanto al cancelletto di ingresso (non so cosa, dato che ai miei occhi appariva tutto perfetto!), armato di strumenti da muratore.

Sempre al mattino, appena diretti in direzione garage, abbiamo visto entrare in camera una signora delle pulizie davvero “aggressiva”, che ci ha fatto ritrovare la stanza in maniera paradisiaca, come l’avevamo vista al nostro arrivo… e non devastata dall’uragano come dopo il nostro passaggio.

La struttura del B&B è davvero carina: piccina ma deliziosa, caratterizzata da un clima cordiale, familiare quasi.

Dalla piccola reception a pian terreno si accede, mediante una rampa di scale, al piano sottostante (che si trova allo stesso livello del garage), ove è ricavata la sala colazione.
Oltre alla postazione con il computer, ci sono tre tavoli, una credenza e un frigorifero.
Alle pareti numerosissime cartoline delle zone limitrofe e poster di James Dean e Marilyn Monroe.
E poi… il paradiso: la madre del proprietario si scatena in un tripudio di torte e marmellate che, se decidete di pernottare in questo B&B, è meglio che vi mettiate a dieta per almeno una settimana prima della permanenza! Non mangio mai dolci perché non mi piacciono: per dire io che la torta di limone e la marmellata alla zucca erano davvero, ma davvero, ma davvero-davvero, incredibilmente buone… c’è da credermi!

fine della quarta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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LA CAMERA

L’ingresso in camera è stato una sorpresa piacevolissima: una stanza minuscola 1 - Scafati, B&B Il Fauno(poco più grande del letto matrimoniale più lettino singolo che la occupano) ma veramente deliziosa e dotata di ogni comfort si possa immaginare e desiderare.

Ma la prima cosa che ci ha colpiti, più della piccola scrivania accanto al muro decorato da adesivi ornamentali con motivi floreali, più dei quadri raffiguranti una Napoli storica alle pareti, più del poster di Pompei, Ravello e zone limitrofe sull’armadio, più della cura nell’arredamento fino al più piccolo dettaglio… insomma più di tutto, è stato l’odore di pulito, di fresco, di immacolato quasi… sensazione che si è ripetuta a letto: se le lenzuola erano candide e profumate, mai mi sarei aspettata di sentire da un cuscino di “albergo” l’odore di pulito tipico dei cuscini di casa (che io spedisco periodicamente in lavatrice… sono maniaca, lo so!!!).

C’erano diversi soprammobili sulla mensola e sulla scrivania in camera, le abat-jour sui comodini, l’armadio, la mensola in bagno: tutto era rigorosamente super-spolverato, neanche un granello di polvere, perfetto!

Stesso dicasi per la biancheria del bagno: linda, profumata e cambiata quotidianamente.

Nel bagno box doccia, mensola con articoli per la toilette, specchio e specchio ingrandente, asciugacapelli, poggia-biancheria, lavandino, bidet, water… tutto rigorosamente pulitissimo.

Insomma la smetto: in conclusione l’aspetto della pulizia (non solo in camera ma anche nelle zone comuni e nella sala per la colazione) merita 10+ come voto.

La camera è piccolina ma davvero confortevole: letto matrimoniale e 2 - Scafati, B&B Il Faunoletto singolo disponibili, piccola scrivania, due sedie, armadio molto capiente e con tutte le ante che si aprono (non come il B&B di cui sopra ove abbiamo potuto aprirne ed usarne solo una su tre, per altro maleodorantissima!), piccolo frigo con bevande e frutta, addirittura cassaforte in camera e asse da stiro e cuscino aggiuntivo nell’armadio, insieme a numerosi appendiabiti.

Eccellente l’arredamento in stile “napoletano”. Sul sito c’è scritto che i proprietari intendono ricreare l’atmosfera di una vera casa napoletana e, devo dire, che ci sono riusciti. Conoscevo in precedenza le case napoletane e i loro abitanti: il calore e il colore che le contraddistinguono sono stati ricreati in maniera egregia da questo B&B.

Accanto a tutto questo, la tecnologia di un apprezzatissimo condizionatore regolabile a piacimento e di un televisore al plasma con canali del digitale terrestre sono stati proprio la ciliegina sulla torta.

Se si aggiunge che nelle camere è disponibile il wi-fi (non lo abbiamo usato, però, dato che non immaginavamo neanche lontanamente per idea che l’avremmo trovato!!!) e che nella sala colazione c’è una postazione con un computer connesso ad internet a disposizione degli ospiti, si comprende come l’attenzione al cliente sia davvero eccelsa in questa struttura.

fine della terza puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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Come da accordi precedenti, abbiamo avvisato il proprietario che ci trovavamo in prossimità di Salerno, in modo da essere accolti al nostro arrivo.

Siamo arrivati all’indirizzo indicato sul sito della struttura senza alcun problema seguendo le istruzioni del TomTom.
Il B&B Il Fauno si trova a Scafati, che mi pare di aver capito sia un Comune autonomo rispetto a Pompei, anche se attaccato allo stesso: semplicemente una casa è a Scafati, quella successiva appartiene a Pompei!

Come da fotografia sul sito la struttura è una casetta gialla, sormontata da bandiere di ogni tipo.
Suoniamo al videocitofono e ci viene aperto il piccolo cancelletto di ingresso (oh, vabbe’, il mio fidanzato è alto quasi a due metri… noi vediamo tutto piccolo!!!).

Davanti a noi uno spettacolo delizioso: un giardinetto piccolo, ma letteralmente ricoperto di piante di ogni genere e tipo, evidentemente curate con grande amore e dedizione, al centro del quale una gazebo per la zona relax: poltroncine, tavolini, arredi da giardino carinissimi per il ristoro all’aperto degli ospiti.
Pareva troppo bello per essere vero: ci aspettavamo la fregatura di lì a breve.

Nella piccolissima reception ricavata dal sottoscala del pian terreno che conduce al piano superiore (penso che non sia dedicato agli ospiti) e a quello inferiore (dedicato alla sala colazione) troviamo la mamma del proprietario, una signora dalla classica aria “da mamma napoletana”: dolcissima, accogliente e davvero molto gentile.
Ci mostra dove parcheggiare l’auto, il che mi libera dall’angoscia del parcheggio auto (non mia!) per strada in zona-Napoli (vabbe’, sarà pure un preconcetto… ma proprio sicura-sicura non mi sarei sentita!): garage coperto, con cancello automatico, azionabile mediante una chiave lasciata in nostro possesso per tutta la permanenza, ricavato in una zona separata del giardino che circonda la struttura del B&B nella parte in cui credo che vivano i proprietari (una sorta di dependance accanto alla struttura principale).

Torniamo alla struttura principale per accedere alla nostra stanza: tre-quattro scalette di ferro nel giardino che portano al pianerottolo rialzato su cui affacciano le tre camere della struttura.
Cancelletto in ferro battuto come porta-balcone di ognuna delle tre stanze, tutte con ingresso indipendente (le chiavi della camera vengono lasciate, insieme a quelle del cancelletto di ingresso e del garage, agli ospiti per tutto il tempo della loro permanenza): molto sfizioso dal punto di vista decorativo, molto convincente dal punto di vista della sicurezza!

fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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IL NOSTRO ARRIVO

Dopo la nostra prima (ed unica fino ad allora) esperienza con un bed & breakfast che, alla “modica” cifra di 90 euro a notte, forniva una camera senza televisore, senza aria condizionata, anzi, peggio, con riscaldamento che non era possibile spegnere in quanto mal funzionante, con finestre che non si potevano aprire perché da fuori entravano elicotteri Apache travestiti da zanzare, essendo il posto in una sperdutissima zona della sperdutissima campagna, con quintalate di polvere che avrebbero fatto soffrire di allergia pure un archeologo o un minatore, con lenzuola che facevano a pugni con il concetto di “pulito” e con ragnatele al muro… il fatto di aver vinto, tramite un concorso su Trivago, un soggiorno presso un bed & breakfast a Pompei ci preoccupava alquanto.

Il fatto, poi, che in fase di accordi con il proprietario della struttura c’erano stati problemi di tipo organizzativo (mi veniva chiesto, a gennaio, di usufruire del soggiorno entro fine febbraio, sebbene lo stesso fosse stato messo in palio per tutto l’anno 2010, previa disponibilità… e la disponibilità mi pareva veramente risicata a quelle condizioni!!! Dopo vari scambi di email, ottenni la “concessione” di poter andarci da ottobre in poi, in quanto, mi fu detto, prima di tale data “era tutto già prenotato”… anche questo mi era parso davvero poco credibile, a gennaio… Quindi, insistendo e invocando un “intervento dall’alto”, sono riuscita ad ottenere un periodo che non fosse, più che in bassa stagione, in stagione morta!) mi faceva temere il peggio, ossia che, presentandoci lì, nessuno ci avrebbe dato alloggio o, peggio, una catapecchia crollante sarebbe stata la nostra dimora per due notti (vabbe’, sono catastrofista, lo ammetto!!!).
Invece……

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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I PREZZI

Se finora ho parlato in maniera quasi del tutto equilibrata di pro e contro di questo albergo, ora parlerò di quello che fa precipitare negativamente la mia valutazione dello stesso, ossia i prezzi del soggiorno.

In bassa stagione (dall’1 gennaio al 20 giugno e dal 20 agosto a 30 dicembre) i prezzi sono:
• singola: 60 euro;
• singola con trattamento di mezza pensione: 75 euro;
• singola con trattamento di pensione completa: 90 euro;
• doppia: 80 euro;
• doppia con trattamento di mezza pensione: 55 euro a persona (quindi 110 euro in due);
• doppia con trattamento di pensione completa: 70 euro a persona (quindi 140 euro in due).

In alta stagione (dal 21 luglio al 19 agosto e il 31 dicembre) i prezzi sono:
• singola: 75euro;
• singola con trattamento di mezza pensione: 90 euro;
• singola con trattamento di pensione completa: 105 euro;
• doppia: 100 euro;
• doppia con trattamento di mezza pensione: 65 euro a persona (quindi 130 euro in due);
• doppia con trattamento di pensione completa: 80 euro a persona (quindi 160 euro in due).

Sinceramente, avendoci vissuto, posso testimoniare che non ha alcun senso ad Augusta parlare di alta e bassa stagione: sebbene pubblicizzata sul sito come distante soltanto 30 chilometri da Catania e 25 chilometri da Siracusa, la cittadina è collegata in maniera discreta solo a Siracusa e solo fino a questa città, mentre i 30 chilometri verso Catania, a causa della pessima strada e dell’intensissimo traffico, richiedono un’ora di automobile circa.
Le mete turistiche, quindi, a parte queste due città, sono molto distanti: le zone più a sud di Siracusa (tutto il litorale mediterraneo, Noto, Ragusa, Modica, Vendicari eccetera) richiedono più di un’ora e mezza – due ore per essere raggiunte a causa delle stradine di collegamento pessime e altrettanto richiede il raggiungimento delle zone dell’Etna e di Taormina a causa dell’imbocco dell’autostrada sempre molto affollato e su cui spesso si procede a passo d’uomo.
Quindi, come consigliavo a tutti i miei amici che volevano venire in Sicilia per turismo, Augusta non è affatto il posto ideale dove alloggiare: dal punto di vista del mare è scarsissima a causa dell’inquinamento (addirittura al Lido del Circolo Ufficiali c’è il divieto di balneazione!!!), dal punto di vista turistico è in una posizione davvero poco favorevole.

La stragrande maggioranza di persone che alloggiano ad Augusta lo fa o perché ha parenti in paese (e, quindi, ovviamente, non va in albergo!) o perché ci viene per lavorare per alcuni giorni nel polo petrolchimico e allora, a mio avviso, non ha davvero senso usare delle tariffe che sono in uso soltanto nelle città d’arte.

E’ vero che la Sicilia è diventata carissima dal punto di vista del turismo, ma è anche vero che, se posso tollerare di pagare 100 euro per un tre stelle sull’isola di Ortigia, pieno centro storico di Siracusa, città d’arte dalla tradizione millenaria, non posso davvero accettare di spendere 60 euro per una singola ad Augusta per di più molto messa male dal punto di vista delle rifiniture e dei servizi, quando a Roma (e dico ROMA!!!) ne ho pagati 50 in un albergo davvero carinissimo in cui i servizi eccellevano.

Quella di Villa dei Cesari è davvero una combinazione qualità/prezzo troppo sfavorevole, che mi sento vivamente di consigliare di evitare questo albergo a chiunque voglia alloggiare in zona.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Il sito dell’albergo è raggiungibile mediante l’indirizzo http://www.hotelvilladeicesari.com/.

I riferimenti telefonici sono: telefono 0931983311, fax 0931983090.
L’email è [email protected].

Non ho fatto foto dell’albergo (l’ho già detto: non l’ho vissuto da turista, quindi non avevo con me la fotocamera!!!), se volete guardarne, ce ne sono sul sito… ma consideratele molto artisticamente abbellite.

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IL RISTORANTE
Come ho già precedentemente scritto il ristorante dell’albergo, posto al piano terra della struttura, essendo molto ampio, è aperto anche al pubblico soprattutto nel fine settimana o per particolari occasioni come cerimonie e banchetti (ad esempio una volta, in periodo natalizio, presi parte ad una tombolata organizzata a scopi benefici da una famiglia di miei amici).

Al fine settimana è presente anche il pizzaiolo, in settimana invece la cena è sempre garantita, il pranzo soltanto se c’è un numero non troppo basso di partecipanti che ne fanno richiesta (una volta io ero a lavoro e mio padre chiese di pranzare da loro, la proprietaria gli rispose che avrebbe cucinato qualcosa a volo per suo marito e che, se voleva, mio padre poteva accontentarsi di quello… beh, tristissimo e davvero poco professionale: mio padre stava pagando per un servizio che era a disposizione dei clienti a richiesta… avrebbero dovuto preparare anche soltanto per lui, visto che l’aveva richiesto!).

La colazione, compresa nel prezzo, viene servita in un ambiente separato.

Nella zona pranzo-cena c’è una piccola costruzione in paglia a mo’ di tetto di capanna, sotto la quale c’è un tavolo ricco di antipasti a buffet, tipici della cucina siciliana e non solo (anche se è tutta roba sott’olio e lasciata scoperta per l’intera giornata… quindi sul livello di igiene e sulla freschezza di questi alimenti non me la sentirei di garantire per nulla al mondo!!!).

Oltre alla zona in cui il pizzaiolo inforna le pizze, tutto il resto è occupato da numerosi tavoli, separati in più zone da dei paravento di legno.

Il servizio ai tavoli è discreto se garantito dalla signora proprietaria, un po’ meno in fase di ordinazione se fornito dal cameriere ultra novantenne (vabbe’ esagero!!!) e super-rinco…!!!
In ogni caso il servizio è molto rapido ed efficiente.

Tipico di questo ristorante è il fatto che siano esposti, su tutti i paraventi che separano i tavoli oltre che sulle pareti, numerosissimi quadri su tela di un artista sudamericano (penso cubano, visti i temi!) in vendita: io che adoro i colori ne ho comprati due grandi per me (arghhhhh… 70 euro l’uno… spero che l’artista diventi famoso!!!!) e alcuni piccoli per i miei genitori.
L’effetto è molto colorato, multietnico e particolarmente bello.

Sul sito dell’albergo si parla di disponibilità a cenare nei periodi di bel tempo che vanno da aprile a settembre in un ristorante all’aperto sul prato inglese del giardino dell’albergo… io non l’ho mai visto fare, in verità, e, come ho già detto, ho frequentato l’albergo quasi una volta al mese per due anni perché ci alloggiava mio padre.

LA SPIAGGIA
A cinquecento metri dall’albergo c’è il complesso Baia dei Cesari, ossia una spiaggetta privata sul mar Ionio cui si può accedere mediante la carta clienti.

Vi si trovano due piscine, vasche idromassaggio e campo da tennis sulla cui efficienza non so però testimoniare, non avendo mai vissuto l’albergo da turista.
Penso che addirittura non ci sia l’accesso al mare, visto che la zona è con scogliera molto impervia.

Sempre nello stesso luogo durante la bella stagione viene organizzata una sorta di discoteca all’aperto (quella si che l’ho provata ed è davvero carina!), oltre che a serate folkloristiche a tema.

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