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L’ALBERGO
Cercando qua e là non si riescono a rinvenire informazioni uniformi su questo albergo: la mia Guida Touring (edizione 1999, ristampa 2003) lo definisce un due stelle; i proprietari parlavano con mio padre del loro essere un quattro stelle (anche se sulle loro saponette c’era il logo con tre stelline!); cercando su internet il loro sito ufficiale (http://www.hotelvilladeicesari.com/) parla di un tre stelle.

Come ho già detto, l’albergo si trova (sin dal 1974) in località Monte Tauro, quindi offre un’ineguagliabile vista del porto di Augusta.
Beh, insomma non è che ci sia tutto ‘sto romanticismo, visto che è una zona ad altissima densità industriale… comunque lo spettacolo della cittadina vista dall’alto è davvero carino e, anche se non si alloggia all’albergo in questione, consiglio, se siete in luogo, di andare a dare una sbirciatina proprio dal loro spiazzo per il parcheggio automobili!

La struttura è dotata di 24 stanze disposte sui due piani superiori della struttura a tre piani, raggiungibili mediante ascensore interno.

L’aspetto delle camere è molto gradevole: lo spazio a disposizione è considerevole, il letto sistemato in posizione centrale, circondato dai comodini e dalle abajuour di buon gusto, su un piccolo mobile-frigo è sistemata la televisione (satellitare), un armadio (nel quale si trovano coperte e cuscini disponibili all’evenienza), un appendiabiti a muro, uno scrittoio con sedia, uno specchio a muro e una bella tenda completano il discreto arredo della stanza.
Il tetto a spiovente e rivestito in legno offre un’immagine stile baita, molto calda e confortevole.

Il bagno è grande e ben arredato: lavello ampio e con grande piano d’appoggio, specchio a muro molto grande e ben fornito di illuminazione, bidet, water e box doccia tutto di recente installazione fanno sì che sia apprezzabile anche l’aspetto sanitario del bagno, spesso trascurato dagli alberghi.
Nel bagno sono presenti il phon a muro e un secondo telefono, oltre a quello presente in camera.

Peccato però che, come in ogni abitazione ad Augusta, l’umidità abbia notevolmente intaccato la bellezza iniziale: le prese nel muro in alcuni casi tengono molto poco, molte parti dei muri sono gonfie di umido e addirittura gli stipiti della porta di ingresso alla mia stanza tenevano molto poco in quanto gonfi di umidità, rendendo poco agevole la chiusura della porta dal di fuori.

La pulizia delle camere è notevole e le stesse vengono riordinate quotidianamente.

Per quanto riguarda la biancheria del bagno, ulteriore neo: se non palesissimamente utilizzata viene lasciata e non cambiata. E’ successo a mio padre con un accappatoio, utilizzato ma non gettato per terra, bensì ordinatamente riappeso all’appendiabiti a muro del bagno: se l’è ritrovato, umido, il giorno dopo.
Quindi consiglio: gettare a terra la biancheria da bagno che si vuole venga sostituita!

Come la maggior parte degli appartamenti di Augusta anche questo albergo non è dotato di termosifoni, ma i riscaldamenti sono ottenuti dal climatizzatore (quindi scordatevi di asciugare la biancheria sul termosifone durante la notte, come faccio io spesso con le calze!!!), di cui ogni camera è dotata.
Dotata ovviamente non vuol dire che il condizionatore sia funzionante: il mio, ad esempio, non lo era!

Nella camera sono disponibili anche cassette di sicurezza.

fine della quarta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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L’UTILIZZO
Alla fine ci riuscimmo, con una gran botta di c…, a trovare una casa ad affitto carinissima in cui io potessi vivere in maniera tranquilla e serena da sola: una casa che, ad Augusta, era più rara di una mosca bianca, essendo idonea a viverci da single e non con famiglie di minimo 4-5 persone, come la maggior parte delle case che le agenzia immobiliari mi avevano proposto al mio arrivo.
E fu così che i miei tornarono in Puglia sereni e contenti, a missione “figlioletta sistemata in maniera decente” compiuta.
Le dimensioni della mia casa, ideali per me, facevano sì che quando i miei genitori venivano a trovarmi c’era il pienone in giro per casa!
Allora mia mamma dormiva nel lettone con me e soggiornava a casa mia, mentre mio papà (ufficialmente perché voleva lasciarci la privacy di stare io e la mia mammina un paio di giorni sole almeno alla sera, ufficiosamente perché non gli andava di dormire sul divano letto nel mio ingresso-soggiorno!) alloggiava in una singola dell’albergo Villa Dei Cesari.
E così è stata per due anni quasi una volta al mese: i miei scendevano in Sicilia a trovarmi, mio padre pernottava a Villa dei Cesari e, siccome i miei non amano molto girare (chissà da chi avrò preso allora io!!!), mangiavamo lì a pranzo e cena.

Il nostro essere diventati clienti fissi faceva sì che non ci venisse chiesto più il pagamento anticipato, ma, a parte sorrisi, strette di mano e abbracci dei calorosissimi proprietari, null’altro: ne’ un trattamento di favore, ne’ uno sconto nella bassa stagione, ne’ una maggiore libertà di scelta nella selezione del menù (ricordo una volta che mio fratello voleva pasta alla carbonara e questa non era compresa tra i “suggerimenti” del cuoco: era diventata una questione di principio… un gran macello… alla fine non la ebbe vinta!!!).

I proprietari della struttura sono marito e moglie con un paio di figli che, penso, vivano la stragrande maggioranza del loro tempo lì, quindi è costante l’incontrarli a pranzo e a cena nel ristorante dove, insieme ai clienti dell’albergo, guardano un gran televisore costantemente sintonizzato su Sky (mi sa che sono juventini, ma, dato il mio totale disinteresse in materia, non ci metterei la mano sul fuoco… in ogni caso sono accesamente tifosi!).
Sono molto cordiali e calorosi: la moglie mi ha più volte invitato (col suo cor d’ mamm!!!) ad andare a mangiare da loro per non restare sola al fine settimana, il marito ogni volta che lo incontravo in paese si sbracciava per salutarmi…
Insomma un ambiente gradevole, anche se molto attaccato anche all’ultimo spicciolo!!!

Dopo l’utilizzo dell’albergo unicamente da parte di mio padre, quando sono dovuta tornare in Sicilia, a seguito di un lunghissimo periodo pre-congedo che ho deciso di trascorrere a casa dei miei in Puglia, avendo lasciato la casa in cui vivevo, ho dovuto soggiornare anche io in albergo nel momento in cui sono scesa per firmare i documenti del congedo dalla Marina.
E dall’aver usufruito di una singola in questo albergo, la mia testimonianza.

fine della terza puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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L’ARRIVO
Di fronte all’albergo si trova un grande piazzale (incustodito!) in cui è possibile parcheggiare l’automobile.
Di solito lo spiazzo è abbastanza pieno perché l’albergo fornisce anche un servizio di pizzeria e ristorante che, soprattutto al fine settimana, è abbastanza frequentato.

Attraversando la strada, si trova un cancelletto (sempre aperto) che, mediante un vialetto immerso in un piccolo giardino decorato di verde e palme, introduce alla porta scorrevole che si apre sulla minuscola hall dell’albergo.
Qui personale della famiglia dei proprietari oppure dipendenti si danno il cambio per assicurare la costante presenza di qualcuno alla reception.

Al nostro arrivo provammo subito una fortissima antipatia per la gestione della struttura: dopo aver prenotato la camera per i miei genitori, ci fu chiesto di pagare anticipatamente l’intero pernottamento.
Cosa dovuta, come ci fu spiegato in seguito, al fatto che qualcuno tempo addietro si era “dimenticato” di prendere del contante per pagare la sua permanenza in quell’albergo a fine soggiorno e non ci fu verso, neanche chiamando le Forze dell’Ordine, di costringerlo a farlo.
In ogni caso, però, la richiesta resta antipatica per chi non è abituato a distribuire bidoni a destra e a manca, anzi…

Sinceramente non posso fare il resoconto di quel periodo di permanenza dei miei genitori in albergo, perché furono due giornate intensissime e incasinatissime, passate a girar case con agenzie immobiliari e a scaricare tutta la mia roba al Circolo Ufficiali tentando (invano!) di non dare troppo nell’occhio in quell’ambiente molto bacchettone!!!

Ricordo solo che, non conoscendo nulla in zona, ci fermammo a mangiare lì per pranzo e cena.
Era gennaio (quindi non alta stagione) e il servizio ristorante veniva garantito per gli ospiti dell’albergo (e non solo per loro) a condizione che vi fosse un numero discreto di persone che lo richiedessero (ma questo lo scoprimmo soltanto un bel po’ di tempo dopo: la conditio sine qua non non è scritta da nessuna parte!).
Noi eravamo già quattro, quindi non ci furono fatti problemi: garantiti pranzo e cena con menù a scelta ma fisso, nel senso che le pietanze suggerite erano due o tre, ma la frase “Il cuoco suggerisce”, come imparammo a capire, era un sinonimo di “Noi vorremmo che voi mangiaste questo”.
Ovviamente pagavamo ogni volta che usufruivamo del ristorante, eccetto che per la prima colazione, compresa nel prezzo della camera.

fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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LA SCOPERTA
Causa lavoro, ho vissuto per due anni in Sicilia.
Quando arrivai ad Augusta c’era stato un disguido (e quando mai la mia vita può procedere in maniera semplice e tranquilla?!?!?! Manco la figlia di Fantozzi è soggetta quanto me!!!): una mia collega di Accademia, residente in quel paese, mi aveva prenotato una casa ad affitto senza averla visitata di persona.
Quando mi ci recai con i miei genitori e mio fratellino (oltre a due macchine cariche di roba per la mia nuova casetta trasferita direttamente dalla Puglia!!!), mi resi conto che la casa era inguardabile e invivibile.
Così decisi di cercare altro.
Non volendo dormire sotto il ponte di Augusta in quanto crocevia di passaggio automobili ad altissima velocità (!!!), alloggiai con mio fratello al Circolo Ufficiali, ma (Fantozzi colpisce ancora) non c’era disponibilità di camere ulteriori per noi che non avevamo avvisato con qualche giorno di anticipo.
Quindi dovemmo cercare un albergo per i miei genitori.

Chiedendo un po’ in giro scoprimmo che nella cittadina di Augusta non esistono alberghi, ne’ nella zona storica dell’isola, ne’ in quella più moderna detta Borgata: bisogna spostarsi in periferia, zona Monte Tauro.
Ci fu consigliato di raggiungere in quella zona l’unico albergo disponibile (che poi, vivendo ad Augusta, scoprii non essere affatto l’unico!): Hotel Villa dei Cesari.
E ci andammo… o almeno decidemmo di farlo!

A dire il vero le indicazioni stradali non sono molto chiare, a maggior ragione se si tiene conto del fatto che la strada da imboccare per raggiungere la zona Monte Tauro è una delle 5 o 6 traverse che si affacciano su una rotatoria diabolica (una volta che la si imbocca in maniera errata bisogna andare a fare un giro megagalattico per poterci ritornare, causa spartitraffico e traffico pazzesco a qualsiasi ora del giorno).
Quindi ci affidammo ai consigli delle persone incontrate (gestori di bar, Carabinieri, gente del posto e chi più ne ha più ne metta!), ricevendo nel 90% dei casi risposte in siciliano stretto che nessuno di noi comprendeva (però poi io mi sono rifatta sotto questo aspetto!!!) e per di più fornite come a persone che già conoscevano la zona… insomma un’impresa!!!

Ma dopo tanto cercare, ce la facemmo ad arrivare all’hotel in questione.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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FESTE NEL PAESE
Il Comune di Augusta ha sicuramente uno sconto speciale sui fuochi d’artificio: non v’è Santo che si rispetti, dal Patrono ai Santi minori, che non meriti i suoi bei fuochi sparati nella Villa Comunale. E se non sono fuochi sono botti: c’è sempre un gran festeggiare!

La festa principale è quella in onore del Santo Patrono, San Domenico, che viene festeggiato per una intera settimana a fine maggio, con bancarelle e luminarie come per ogni festa patronale che si rispetti, oltre che con numerosissime funzioni religiose e processioni, fino a terminare nella parata di fuochi d’artificio più stupefacente di tutto l’anno (e beh, è pure il primo Santo in ordine d’importanza!) il 24 maggio, giorno dedicato al Santo.

Grandissima devozione in questa zona anche per San Sebastiano che viene festeggiato a gennaio (arghhhh… non me ne fate ricordare: dieci giorni dopo il mio arrivo ad Augusta, mi hanno mandata in Comandata a questa festa: io che odio le feste patronali e che detesto andare in giro in divisa – normalmente parcheggiavo sotto la porta di casa così da fare soltanto due passi fuori dall’auto prima di infilarmi in casa, fare la doccia e velocissimamente vestire altri abiti!!! – in Comandata alla festa di San Sebastiano, in giro per la città in alta uniforme invernale… arghhhhhh!!!), con una festa particolarmente sentita e toccante.

Divertente e allegra anche la festa in onore di San Giuseppe, durante la quale, oltre a tutti i festeggiamenti di rito (bancarelle, luminarie, banda, processioni e quant’altro) viene allestita anche un’asta paesana: dalla Chiesa di San Giuseppe, semi-distrutta da uno dei tantissimi terremoti (se non sbaglio l’ultimo è avvenuto nel ’90) vengono venduti oggetti di ogni genere (da quadri a… pizze nel cartone!!!) da un balconcino attrezzato all’occasione: la strada antistante è ricolma di gente e il miglior offerente si aggiudica il pezzo messo all’asta.
Si narra di un miliardario paesano che, fatta fortuna in America con locali di strip-tease, tornava in paese ogni anno con due sue bellissime (non è difficile da immaginare!) dipendenti, apposta per partecipare a quest’asta: quasi a voler cancellare i peccati di una vita lussuriosa, offriva ingenti somme anche per beni di scarsissimo valore.
Il ricavato di quest’asta serve per la ricostruzione della Chiesa. Originali, no?

Ma la festa che più mi ha colpito è stata quella di Capodanno (che ci fa una reclutazza a Capodanno in Sicilia, a godersi la festa cittadina di Augusta, anziché consumarsi in un trenino sotto fiumi di champagne in qualche locale pugliese?!?!?! Ma è logico: la reclutazza è di guardia a Capodanno!!!): oltre ai soliti botti, fuochi d’artificio e quant’altro avviene in ogni città, una cosa mi è piaciuta particolarmente (forse perché non l’avevo mai vista prima… persa com’ero in qualche locale pugliese tra i fumi dell’alcool di una serata brava!!!), ossia il porto che si è illuminato di infinite luci grazie a tutte le navi presenti in rada, che hanno suonato per lungo tempo le loro sirene per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Davvero troppo emozionante!

PER ULTERIORI INFORMAZIONI
Se questo testamento di milioni di post non dovesse, per qualche arcano motivo (!!!), esservi sufficiente (e che volete che vi scriva più: i numeri di telefono di tutti gli abitanti?!?!?! Allora dov’è l’elenco telefonico? Ah, eccolo… no, vabbè, ve lo risparmio!!!), un utilissimo sito con notizie molto dettagliate sulla cittadina è disponibile all’indirizzo web http://www.augustaonline.it/: ce ne sono altri, ma questo è sicuramente il più completo e valido.

fine

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Non conosco situazioni di altre case, visto che ho abitato sempre e solo nella mia da quando sono arrivata ad Augusta, ma l’argomento “insetti” è davvero ideale: non ce ne sono per niente in giro e, sebbene io abitassi a piano terra, fortunatissimamente, non ne ho mai avuti in casa (altrimenti sarei scappata via a gambe levate!).
Discorso a parte però va fatto per le zanzare, piaga cittadina: conoscete quegli insetti piccoli con le zampette, le ali e il pungiglione alquanto stronzetti che ogni tanto, intrufolandosi in casa, vi pungono? Beh, si, le zanzare… quelle normali…
Poi ci sono le zanzare di Augusta: elicotteri Apache dotati di unicorno da sfondamento che lascia un bubbone pestilento al posto del piccolo e normale eritema e che succhiano ettolitri di sangue e che, se non ti pungono, rombano (più che ronzare) attorno alle orecchie di notte, perforando timpani e inibendo sane e meritate dormite!
Fortunatamente la mia casa aveva le zanzariere in ogni finestra (altrimenti sarei morta: piano terra che si affaccia direttamente sul porto avrebbe significato non poter aprire una finestra!), ma ogni tanto capitava che un elicottero del genere entrasse in casa e allora erano davvero dolori: o per me o per l’elicottero (mi ero armata: hanno inventato – e proporrò al Vaticano la beatificazione dell’inventore – una racchetta antizanzare che folgora le zanzare per scossa elettrica mentre le stesse volano: alè, dopo un anno e mezzo e tante battaglie vinte da loro, ho vinto io la guerra!!!).
Purtroppo questo inconveniente va messo in conto nella vita ad Augusta, visto che la città si trova a livello del mare e non solo: è interamente circondata dalle acque marine. Zanzare inevitabili.

Ultimo fattore (ma non ultimo in ordine d’importanza!) è costituito dagli abitanti di Augusta: la gente è socievole, cordiale, sempre disponibile a tendere una mano e con un sacrosanto senso dell’ospitalità.
All’inizio tutta questa apertura e gentilezza mi puzzavano un po’ di invadenza, ma poi ho capito che ad Augusta tutti sono interessati a tutti, ma non per un senso di pettegolezzo cittadino, quanto piuttosto per una sana curiosità, che si tramuta in una totale disponibilità al tendere una mano in caso di necessità, come se ci si conoscesse da una vita.
Tutto questo, secondo me, è molto bello e riscalda il cuore a chi, come me, si trova tanto lontano da casa, dalla famiglia, dagli amici e dagli affetti: non è difficile conoscere gente nuova e instaurare bei rapporti di amicizia e questo aiuta a superare il senso di angoscia dovuto al trovarsi soli in una città cui non si appartiene.
Per esempio: vicino a dove abitavo io c’è un distributore di frutta all’ingrosso, dove lavorano varie persone. Quando arrivai nessuno mi si avvicinò, mi interpellò, mi domandò… niente: mi osservarono a distanza e basta.
Dopo due o tre giorni che, di rientro da lavoro in auto, non trovavo parcheggio vicino casa (la zona è molto trafficata, specialmente ad orario di apertura negozi) e aspettavo in macchina per lungo tempo prima che si liberasse un posto, a turno ognuno di loro si impegnò (senza che io l’abbia mai richiesto, ma di loro iniziativa!) a farmi trovare un posto per me, occupato da una loro auto che toglievano al mio arrivo… che dolci!!!!!!!!!!!!
E addirittura all’inizio, quando ero di guardia e non sarei rientrata a casa se non l’indomani mattina (e ovviamente mi vergognavo da morire ad avvisarli di questo!!!), al mio rientro, mi dicevano che il pomeriggio precedente mi avevano aspettata fino a tardi…
Penso che questo esempio basti più di ogni altra parola a descrivere il tipo di persone che abitano questo paese: fantastiche!

fine della quinta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: ufficio pubblico della Capitaneria di Porto
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Un altro aspetto molto diverso da come me lo immaginavo prima di arrivarci è “Sicilia, terra di sole e di mare”… macché!!!
In inverno piove molto di più che in Puglia (la mia terra d’origine) e il freddo è uguale (anche se la gente dice che si può vivere senza impianto di riscaldamento in casa, testimonio che NON è vero: l’umidità dovuta al fatto che la cittadina è a livello del mare, accentua molto il freddo di per se presente… certo non è Trento, ma non è vero che si possa fare a meno dei riscaldamenti: chi lo dice lo fa o perché ti vuole affittare una casa senza riscaldamenti, o perché utilizza i condizionatori – inevitabilmente presenti in ogni casa per il caldo estivo che, sommandosi all’umidità, potrebbe stremare un cammello!!! – come pompe di calore in inverno). Poi la bella stagione non è particolarmente più lunga che altrove: ad ottobre ci sono dei coraggiosi che vanno ancora al mare e anche a novembre ci sono giornate meravigliose, ma (forse è campanilismo, forse è memoria corta!) anche in Puglia è così!

Per quanto riguarda il mare, che in Sicilia è meraviglioso, ad Augusta non è un punto di forza: tutto il mare nel circondario è non balneabile, comprese le uniche zone dotate di accessi al mare (altrove il litorale è scoglioso), ossia i vari Circoli Ufficiali e Sottufficiali della Marina (cioè?!?!?!?! Circoli con mare non balneabile?!?!?! Mah… tanto poi ci si fa il bagno lo stesso, alla faccia del mercurio: una bella spalmata quotidiana sulla pelle che male potrà mai fare?!?!?!).
Quindi per fare un bagno senza iniziare a pensare ai tumori della pelle o robe simili bisogna ancora una volta spostarsi verso Catania (dove ci sono bellissimi lidi di due tipi: in una zona quelli con spiaggia vulcanica – con l’unico neo che, essendo vicini all’aeroporto, ogni tanto ti chiedi “Ma è di nuovo Bin Laden?” se non ci sei abituato – in un’altra quelli su spiaggia scogliosa, che non vi so dire come siano perché io ODIO gli scogli, quindi cerco sempre di evitarli!) o verso Siracusa (nel cui versante ci sono bellissime spiagge di sabbia bianca… che io adoro!!!).

Trovare casa ad Augusta non è per niente difficile: ci sono più agenzie immobiliari che alimentari! La seconda attività predominante è l’agenzia viaggi: come a dire “trovati casa, che poi sognerai di scappare”!!!!! Noooooo, scherzo!
Il problema però delle case non è così semplice come possa apparire, per quanto ci sia un’ampia offerta, dovuta al continuo via vai di gente in paese: quando sono arrivata io ad Augusta, stava per far scoppiare la Terza Guerra Mondiale all’interno della mia famiglia.
Mi spiego.
Ad Augusta le case sono di due tipi: quelle per gli abitanti locali e quelle per i numerosissimi forestieri, che giungono qui quasi esclusivamente per la Marina e per le industrie chimiche.
Il primo tipo di casa è discreto, decente, vivibile, abitabile, ma non si riesce a trovare in agenzia: viene affittato a conoscenti e amici mediante il passaparola oriundo.
Il secondo tipo di casa è, come mi spiegarono in agenzia, rivolto a persone che ci vivranno per un anno o due, che non hanno grandi pretese se in cambio non pagano un affitto altissimo, e affittato in base all’equivalenza matematica “militari” = 3 o 4 ragazzi maschi in una stessa casa che si dividono l’affitto ma sono allergici alle pulizie domestiche e che lasciano la casa dopo qualche tempo per andare ad “accamparsi” altrove, lasciando il tutto in situazioni molto più disastrose dell’inizio.
All’ennesima casa del secondo tipo (inguardabile e invivibile per quelli che sono i miei standard) che la milionesima agenzia immobiliare mi propose, mia madre, con le lacrime agli occhi per la disperazione di lasciarmi in una casa del genere, disse all’agente immobiliare di turno: “Senta, non fa niente che mia figlia paghi molto ma molto ma molto di più” (al che avrei detto: “Ehi, mami, stop! Non sono Rockfeller!!!!”), “ma datele una casa pulita, nuova e decente”.
Botta di c…o: l’agente aveva una casa del suocero che soddisfaceva le richieste di mia madre (e mie, ovviamente!) ma che, naturalmente, non era inserita tra le case dell’agenzia.
Visto che io, sebbene militare, non potevo soddisfare l’equazione suddetta perché sono femminuccia e per di più ero senza alcuna collega in loco con cui condividere l’appartamento, quindi ci avrei vissuto, per forza di cose, da sola, fu felice di affittarmela ad un prezzo da… scippo a volto scoperto (rispetto agli altri prezzi in paese, non rispetto all’Italia intera!!!): un soggiorno e una camera da letto di medie dimensioni, una cucina e un bagno di micro dimensioni e una verandina coperta ad uso “locale” lavabiancheria, arredata, alla cifra di 350 euro al mese (in paese gli affitti standard di case arredate sono molto più bassi o almeno sono gli stessi ma per case molto più grandi, ma la cultura della casa per persona single è totalmente inesistente, quindi mi considero davvero fortunata per quello che ho trovato in quanto l’alternativa sono case per famiglie di 3-4 persone o per gruppi di persone che convivono per dividersi l’affitto).

fine della quarta puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Davanti al sito archeologico di Thapsos (chiuso per lavori di restauro)
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VITA NEL PAESE
Avendo vissuto ad Augusta per due anni posso testimoniare che la cittadina è autosufficiente sotto molti punti di vista.

Ci sono negozi di ogni genere, soprattutto sul corso principale dell’isola (Via Principe Umberto I, affettuosamente detta “Via Principe”) e sul corso principale della borgata (Viale Italia): dagli alimentari alle enoteche (ben fornite di vino locale e non solo), dai negozi di articoli sportivi ai centri estetici (alcuni davvero molto grandi e belli, oltre che estremamente rilassanti!), dai negozi di abbigliamento (mancano però le grandi marche: c’è Benetton, Playlife, Calzedonia e basta, per il resto sono negozi plurimarche dove, sicuramente, i prezzi sono poco convenienti rapportati a quelli nello stesso tipo di negozi in città o nei centri commerciali) ai parrucchieri, dai negozi di articoli da regalo (compreso un negozio Thun molto fornito) alle videoteche, dai fotografi ai tabacchini, dai negozi di articoli per l’ufficio (in borgata c’è Mail Boxes Etc e la Buffetti, sull’isola c’è anche un negozietto DHL) ai fiorai (alcuni anche affiliati Interflora), dalle banche (onnipresente il Banco di Sicilia!) alle pasticcerie (uhmmm… cannoli siciliani prodotti in loco: cosa ci può essere di più autentico?!?!?)… insomma non manca niente.

O forse una cosa si: diversamente da quanto mi aspettavo (il Sud è famosissimo per la frutta, la sua diffusione e il suo costo accessibile rispetto al Nord dove entrare al fruttivendolo o al gioielliere non fa molta differenza!!!) e diversamente dal paese in cui sono cresciuta (in Puglia), i fruttivendoli scarseggiano e sono molti di meno di quanto io credessi.
Forse questo è dovuto al fatto che al mattino tutti i giorni sull’isola fanno un grande mercato all’aperto, dove vendono ogni genere di articoli, prevalentemente frutta.
A questo mercato quotidiano se ne aggiunge uno settimanale che si tiene in borgata ogni giovedì mattina e anche lì la frutta è molto facile da reperire.
Se questo non bastasse però, all’ingresso del paese vi sono due grandi ipermercati (Sma e un supermercato che prima era Iper, successivamente ha cambiato catena… ma non ricordo quale sia!), fornitissimi al loro interno di frutta e verdura, come del resto anche gli altri negozi di generi alimentari molto più piccoli presenti in paese.

Anche i centri medici non mancano e, oltre alla ASL, presente nel cosiddetto “palazzo di vetro” all’ingresso della cittadina, ci sono numerosi studi di professionisti quali dentisti, oculisti e ginecologi, oltre che un numero adeguato di medici di base e di centri analisi.
Fortunatamente non li ho frequentati tutti (!), ma chiedendo al lavoro su chi valesse la pena di “utilizzare”, ho scoperto che ci sono bravi dottori in giro.

Per quanto riguarda il tempo libero la situazione non è malevola!
Ad Augusta ci sono numerose palestre (quelle standard con gli attrezzi e i corsi organizzati), due o tre delle quali anche molto buone, oltre che una piscina comunale (peccato che risalga agli anni Sessanta, quindi risulta un po’ datata nelle strutture e soprattutto che sia all’aperto… arghhhh: hanno la squadra cittadina di pallanuoto – che deve essere a buoni livelli per quello che ho sentito dire – che si allena anche in pieno inverno e sotto la pioggia!!!!!) e un paio di piscine private (di alberghi che le hanno aperte al pubblico pagante!) nella zona Monte e che in estate organizzano corsi di nuoto e acquagym, numerose scuole di arti marziali (prevalentemente karate, ma ce ne sono anche due di aikido ricavate in due palestre “standard” montando ogni volta il tatami ad inizio lezione e rismontandolo alla fine), un circolo tennis, scuole di danza e (ne ho letto la locandina, ma non so dove siano) scuole da sub.
La darsena poi consente a varie persone dotate di buona volontà di correre un po’ e fare qualche esercizio a corpo libero lontani dallo smog, in riva al mare e… anche se l’accesso alla zona è vietato, quelli della Capitaneria non rompono se si va senza mezzi di locomozione soltanto per fare jogging!

Ho visto che in paese si tengono anche corsi di chitarra e, avendo contattato una scuola, devo dire che sono ben organizzati e dotati di insegnanti ben preparati (oltre che costosi!!!).
Ho letto di corsi di lingue e di informatica gratuiti organizzati da scuole superiori, oltre che corsi vari a pagamento (quali quello di massaggio shatsu, quello da estetista o da parrucchiera e robe simili… anche se non so se si tengano effettivamente in paese).

La situazione diventa un po’ più critica per quello che riguarda la sera: ci sono pizzerie e ristoranti, ma non sono frequentatissimi dalla gioventù locale, che preferisce spostarsi fuori paese alla sera.
Il locale cittadino più frequentato e più “in” è il bar Principe, sull’omonima via (quella principale, come già detto!), in cui c’è gente non solo all’orario dell’aperitivo o la sera come punto di ritrovo per poi spostarsi altrove, ma anche durante tutto il giorno: con i suoi tavolini sul marciapiede (ehmmm… in pieno traffico!!!) è una tappa fissa per gente del posto e non solo.
Ma vanno alla grande anche il bar Balalaica in borgata e, una cosa che non avevo mai visto prima dalle mie parti, dei furgoncini che vendono panini da asporto di tutti i tipi: con carne, formaggio, patatine e ogni genere di prodotti sottolio. Ho visto che in Sicilia (almeno nelle parti dove ho vissuto io) sono molto diffusi, anche nelle grandi città come Catania, oltre che molto pratici: ordini il panino come lo preferisci, aspetti un po’, paghi e loro ti danno prontamente da mangiare e da bere. Certo non sarà il massimo per i chi ha intenzione di seguire una dieta equilibrata, ma visto il gran numero di persone che si trova ad aspettare, diventano veri e propri punti di ritrovo.
La gente spesso si muove però per la sera; meta preferita (in quanto la più vicina) Brucoli: una piccolissima frazione di Augusta ad una manciata di chilometri distante, che diventa “il corso del paese” in estate, oltre che la zona più bazzicata in inverno per i locali (bar, pizzerie e pub) nel fine settimana (sconsiglio a chiunque di andarci durante la settimana in inverno: nella mia beata ignoranza l’ho fatto e, il proprietario del locale in cui mi fermai era talmente sorpreso di avere “compagnia” per la sua cena solitaria, che mi guardava neanche fossi un UFO!!!).
Ma Augusta è vicinissima alla ultra-fornita metropoli di Catania dove, in quanto a divertimento, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta, oltre che a Siracusa ove, oltre ai numerosissimi locali inseriti in una meravigliosa cornice storica ed artistica, vi è anche un multisala che fa concorrenza spietata al cinema di Augusta (ad onor del vero sempre fornito delle ultime visioni che, per di più, non sono mai in programmazione per oltre una settimana: al giovedì il film viene sempre cambiato).
Alla sera c’è soltanto da decidere dove si voglia andare a mangiare, a ballare o a divertirsi e in un battibaleno si è sul posto.

fine della terza puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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STRUTTURA CITTADINA
Attualmente la cittadina (35.000 abitanti circa) è divisa in più zone.

La cosiddetta “Isola” è il centro storico e deve il suo nome alla sua allocazione geografica su un’isola, che divide il mare in due zone: Porto Xifonio a oriente e Porto Megarese ad occidente.
L’isola è raggiungibile da due unici accessi: un moderno ponte dalla parte di Porto Xifonio (che collega l’ingresso della città al centro storico senza passare per la zona nuova, che in linea d’aria affianca il ponte stesso: la zona è infatti sempre a traffico molto intenso, situazione peggiorata dalla presenza di un passaggio a livello nel corso principale di quest’area… una tragedia quando, molto spesso, lo si trova chiuso!) e la Porta Spagnola (datata 1681 è stata, un paio di anni fa, ristrutturata con un intonaco rosa letteralmente inguardabile!!! Prima era favolosamente corrosa dal tempo, dalla salsedine marina e… dallo smog!), che immette nel cuore della città storica, costituito dal Castello che sovrasta da un lato l’intera isola, dall’altro il mare ad essa circostante, immerso nel verde di una Villa Comunale, attualmente dotata di un simpatico parco giochi, oltre che del cosiddetto kursaal augusteo: bar, cinema, arena e albergo (a parte il bar e la, chiamiamola, arena – ma è più propriamente una semplice piazza -, tutto il testo è in stato di degrado ed abbandono).

L’incremento demografico e le necessità di espansione urbanistica fecero sì che dall’isola lo sviluppo edilizio si espandesse sulla terra ferma, nella cosiddetta “Borgata”, il quartiere più moderno della cittadina, costituito da palazzi e case.

Appartengono ad Augusta anche zone più periferiche quali “il Monte” (nome “affettivo” dei cittadini per la zona Monte Tauro) e altre zone originariamente campagnole, oggi sede di un forte sviluppo edilizio, che ha mescolato indistintamente complessi di palazzi a schiera, con villette mono-familiari singole e con sontuose ville circondate dal prato con piscina acclusa!

TURISMO AD AUGUSTA
Non penso ci sia molta gente che venga a fare turismo deliberatamente ad Augusta: effettivamente non è uno dei luoghi più meritevoli della Sicilia dal punto di vista artistico.
Addirittura il Castello, costruito in simultanea con quelli analoghi ma molto più piccoli (tutti e tre sono a pianta quadrata e il lato del Castello di Augusta misura ben 62 metri!) di Siracusa e Catania nel periodo svevo, è chiuso al pubblico in quanto non è ben conservato e nessuno ha provveduto al suo restauro.

Testimonianza di questa mia sensazione è il fatto che ci siano pochissimi alberghi in loco e di questi nessuno nella cittadina: un motel (Sicily Fuel) abbastanza distante dall’ingresso della città, sulla strada per Catania, un albergo (Villa dei Cesari) sul Monte Tauro abbastanza semplice da raggiungere ed un altro (La Cavalera) sempre sul Monte Tauro, ma molto più interno del precedente, quindi più difficile da raggiungere, vista l’esiguità dei cartelli con le indicazioni in loco.
Per chi ne può far uso, sono inoltre presenti ad Augusta il Circolo Ufficiali e il Circolo Sottufficiali della Marina Militare.

Quindi, a mio avviso, Augusta è un ottimo punto d’appoggio, data la sua collocazione geografica, per raggiungere altri siti di maggiore interesse artistico in Sicilia: magari ad avere qualche parente o conoscente qui, si può risparmiare sul prezzo dell’alloggio (il costo degli alberghi è notevolmente elevato, pur non essendo questa località molto turistica) e poi usare questa cittadina come punto di partenza per visitare Catania, Siracusa, Noto, Ragusa, Taormina e tanto, tantissimo altro.

In ogni caso, a trovarsi ad Augusta è inevitabile fare un giro tra le opere della città, prima fra tutte il Castello Svevo, progettato dall’architetto Riccardo da Lentini e in fase di costruzione per un intero decennio: dal 1232 al 1242. Solo nel 1676 il Castello venne accluso ad un sistema di cinta murario.
Originariamente ai vertici del Castello vi erano quattro torri quadrate, mentre due torri rettangolari erano presenti al centro del lato ovest e del lato est, oltre a due torri poligonali al centro dei rimanenti due lati; oggi è rimasta soltanto una torre, ma il Castello, come già detto, non è visitabile, dopo essere stato adibito a carcere dal 1890 al 1978.
Una sua veduta esterna molto bella, però, è fruibile dal ponte che raccorda l’ingresso della cittadina all’isola: il Castello svetta possente sul mare, circondato dal verde. Sempre dall’esterno è possibile visitare il Castello attraverso la Villa Comunale.

Altri edifici di importanza storica sono i Forti Garcia e Vittoria e Torre Avolos: in mezzo alla rada del porto di Augusta, posti a difesa dello stesso nella seconda metà del Cinquecento, sono oggi in stato di abbandono e raggiungibili soltanto via mare.

Degni di menzione sono il Duomo e il Palazzo del Municipio nella piazza principale, oltre che la Chiesa delle Anime Sante (risalente al XVII secolo) e la Chiesa dei Domenicani, che però non hanno nulla a che vedere con il fasto e lo splendore barocco o normanno che si possono trovare in altre città della Sicilia.

Fiore all’occhiello della città di Augusta è l’aver dato i natali allo showman Fiorello e di essere Comune di residenza dei di lui genitori… ma non chiedetemi dove abitino ché non ne ho idea (non me ne importa molto!!!).

fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Carnevale per le vie cittadine della borgata di Augusta
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Ho vissuto due anni in Sicilia per lavoro e, sin da quando sono arrivata nell’isola, mi sono posta un obiettivo: girarla in lungo e in largo alla scoperta delle sue meraviglie, quelle note e quelle (tantissime) meno conosciute, consumando la mia guida Touring (che ad onor del vero sono due: una sull’intera isola, l’altra sulla meravigliosa provincia di Siracusa in cui abitavo).
Da tempo avevo deciso di condividere sul mio blog le esperienze relativamente ai posti fantastici che ho visitato, ma finora ho sempre rimandato.
Eccomi qui a mantenere il mio proposito, iniziando, ad honorem, dalla cittadina in cui ho vissuto: Augusta.

LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA
Augusta è situata a metà strada tra la metropoli di Catania (a nord, con la quale è collegata da una strada che non oserei definire ideale per il traffico che quotidianamente sostiene: quattro corsie quasi ovunque, ma senza spartitraffico e con numerosissime curve e zone in cui le corsie diminuiscono, insieme alla visibilità: gli incidenti non sono pochi, dovuti principalmente all’attraversamento della corsia opposta a quella di marcia per raggiungere stradine laterali) e la meravigliosa città d’arte di Siracusa (a sud, alla quale è collegata da un’ottima superstrada a quattro corsie larghe, comodamente percorribili e con spartitraffico), alla cui provincia il Comune appartiene.

Quando sono andata via dalla Sicilia, c’era un cantiere, proprio all’altezza di Augusta, dell’autostrada in costruzione che dovrebbe raccordare Catania a Siracusa: quindi in un futuro, speriamo non troppo lontano, la situazione viaria della zona dovrebbe migliorare e non sarebbe cosa disdicevole!

Attualmente per arrivare ad Augusta, dopo le “meraviglie” della Salerno-Reggio Calabria, si abbandona la terra di nessuno con la traghettata e ci si immette su un’autostrada che fino a Catania è davvero ottima, poi diventa una statale orribile fino ad Augusta, per trasformarsi in una statale ottima fino a Siracusa, per poi divenire la Ragusana… ma quella lasciamola perdere: è una statale molto poco statale!!!

LA STORIA
Secondo gli storici, la città risalirebbe al periodo romano, precisamente sarebbe stata fondata nel 42 a.C. dall’imperatore Augusto. Qualcun altro fa risalire le sue origini al 1232 per mano di Federico II di Svevia.

Dato il toponimo, non è difficile pensare che l’imperatore svevo ampliò e fortificò un preesistente insediamento, particolarmente importante per la sua posizione strategica che fu sfruttato inizialmente come approdo commerciale, successivamente come postazione militare.

La storia di Augusta si snoda nei secoli tra le scorrerie piratesche del Cinquecento, attribuibili all’espansione ottomana verso Occidente, l’arrivo dei Cavalieri dell’ordine di Malta nel Seicento, fino al terribile terremoto che, nel 1693, devastò gran parte della Sicilia orientale.

La maggior parte degli edifici di Augusta sono successivi a questo periodo, anche se sono sopravvissuti il meraviglioso Castello Svevo, fatto erigere da Federico II di Svevia a difesa della città, e i Forti Garcia e Vittoria e Torre Avolos della seconda metà del 1500, costruiti a difesa dell’area portuale di Augusta, nella quale i traffici commerciali si andavano intensificando sempre più.

Augusta si caratterizzò molto presto come porto militare: inizialmente fu approdo delle flotte cristiane che partivano per le Crociate contro i Turchi, successivamente, durante la Seconda Guerra mondiale, diventò la più importante base navale della Sicilia, motivo per cui venne bombardata e occupata dagli Anglo-Americani nel 1943 (a testimonianza della grande importanza militare di tutta la zona è la base americana di Sigonella, distante pochissimi chilometri da Augusta, ancora oggi molto operativa).

Oggi la città è una delle sedi più importanti della Marina Militare Italiana (oltre alla Capitaneria di Porto, hanno qui sede Marisicilia, Maribase, Maricommi e MariChiPiùNeHaPiùNeMetta), oltre che sede di numerosi cantieri navali.

Ma è soprattutto sull’import/export di idrocarburi che si fonda l’odierna economia dell’area augustana: lo sviluppo industriale seguito alla Seconda Guerra Mondiale ed esploso negli anni Cinquanta ha portato in queste zone la Erg, la Polimeri, la Sasol…, con il loro inevitabile carico di inquinamento dell’aria e delle acque.

Augusta è, insieme alle zone industriali limitrofe (che trovano il loro cuore nel comune di Priolo Gargallo), sotto costante osservazione per la situazione ineguagliabilmente pericolosa: un incendio in questa zona, in cui la vicinanza di così tante industrie chimiche di notevolissima grandezza è situazione più unica che rara, provocherebbe un effetto domino dal quale non sarebbero difficilmente escluse esplosioni e distruzioni di massa, come ad effetto di una bomba atomica.

Mi hanno spiegato dove lavoravo che la pericolosità di un luogo dal punto di vista dell’inquinamento fa sì che esso venga monitorato dagli organi competenti provinciali, regionali, nazionali: più cresce la pericolosità degli effetti dovuti all’inquinamento, più è in alto l’ordine competente che gestisce il problema in zona. Augusta è controllata a livello di Comunità Europea, il che è tutto dire!

E’ di qualche tempo fa la notizia del telegiornale del risarcimento che un’industria chimica in loco ha dovuto versare agli abitanti di Priolo: l’inquinamento delle acque è così elevato che i pesci, ingurgitando mercurio da mane a sera, hanno fatto entrare questo pericolosissimo elemento nella catena alimentare (c’è gente folle che pesca nel porto di Augusta, sebbene sia vitatissimo, e non ci mette molto a mettere in vendita il suo pescato in pescherie compiacenti…), il che ha provocato malformazioni di nascituri e aborti spontanei.

Priolo ed Augusta si affacciano sullo stesso specchio acqueo, chiuso a conca nel Porto di Augusta dalle ostruzioni del porto stesso, quindi dal punto di vista ambientale c’è poco da stare allegri in questa zona.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

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