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Cenni storici

La Basilicata ha radici storiche molto antiche: una delle prime testimonianze di questa terra si trova ad Atella e risale al Paleolitico, mentre al Neolitico vengono datati i resti rinvenuti a Lavello.

Intorno al XIII secolo a.C. alcuni commercianti micenei si avventurarono alla rotta di Metaponto e Scanzano Jonico e, grazie alla loro fortunata spedizione, iniziarono le migrazioni di greci che, nei secoli VIII e VII a.C., fondarono nuovi centri abitati nella terra che va da Napoli a Taranto, fino alla Sicilia: la cosiddetta Magna Grecia.

Nell’età imperiale romana i fiorenti centri lucani, tra i quali Venusia e Heraclea, subirono un inarrestabile declino a causa dell’allargarsi del territorio paludoso e, di conseguenza, del diffondersi della malaria.
D’altra parte l’assetto territoriale predominante in questa epoca fu il latifondo, il che produsse un notevole declino delle città costiere.

Con l’arrivo dei primi monaci greci, nel VII secolo, si iniziò a sviluppare l’arte delle chiese rupestri, caratteristica di queste terre.

Il periodo che abbraccia l’VIII e il IX secolo fu testimone di cruente lotte tra bizantini e longobardi in Lucania. In questo scenario si andava delineando la funzione di avamposto militare e strategico della cittadina di Melfi: nel 1129 Ruggero II d’Altavilla, infatti, avrebbe fatto iniziare a costruire il castello della cittadina, che sarebbe, in seguito, diventato la dimora preferita di Federico II, l’imperatore che come nessun altro caratterizzò la storia medioevale dell’Italia meridionale.

Il IX secolo, oltre alle incursioni saracene, assistette all’arrivo della regola di San Benedetto con la conseguente nascita di numerose abbazie, tra le quali quella celeberrima di Venosa, o San Michele Arcangelo a Montescaglioso e San Michele sui laghi di Monticchio.

La morte dell’ultimo re della dinastia normanna scatenò lo schierarsi dell’aristocrazia laica ed ecclesiastica in due opposte fazioni: una a sostegno dell’imperatore di Germania Enrico IV, l’altra a favore del conte di Lecce Tancredi d’Altavilla.

Nel 1194 ebbe la meglio il sovrano tedesco, così baroni, vescovi e feudatari si schierarono dalla sua parte, pronti, però, ad approfittare del periodo di instabilità a seguito della morte dell’imperatore e dell’insediamento sul trono di suo figlio Federico II, nato dal matrimonio con Costanza d’Altavilla, ancora minorenne.

Anche in questa occasione il ceto influente si divise in due diverse fazioni: una a sostegno di Gualtieri di Bienne, mandato da Innocenzo III contro Diopoldo di Hohenberg, e un’altra a sostegno di governatori e interessi locali.

Rientrato dalla Germania con l’assicurazione dell’appoggio dei grandi feudatari dell’impero, Federico II acquisì la corona imperiale a Roma e caratterizzò, con il suo dominio, tutto il periodo che va dal 1220 al 1250.

fine della seconda puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Castello di Melfi
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La Basilicata è una terra ancora non conquistata dal turismo di massa, caratterizzata dalla presenza di ambiti naturalistici molto differenti: dalle montagne della dorsale appenninica, al Monte Vulture, antico vulcano di 1.326 metri di altezza, dalle coste sabbiose sullo Jonio, alle rocce che si stagliano sul Mar Tirreno a Maratea, dai borghi cittadini, scrigni di storia e cultura, alla natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, con i suoi splendidi boschi di faggi e abeti bianchi, dagli imponenti e severi castelli medievali, ai laghi di Monticchio, immersi in una verdeggiante vegetazione.

CENNI GEOGRAFICI

L’itinerario proposto percorre circa 66 chilometri, partendo da Venosa, cittadina sull’Appennino Lucano, al confine con la Puglia, abitata sin dai tempi della preistoria (come dimostrano le testimonianze presenti sia nel Parco Archeologico che nel Museo Archeologico Nazionale della cittadina) e colonia molto attiva dell’impero romano sin dal 291 a.C.

Procedendo verso nord-ovest, mediante la Strada Provinciale Piano del Cerro prima e la Strada Statale Appulo Lucana poi, si giunge a Melfi, cittadina alle pendici del Monte Vulture, che ha origini medioevali, anche se il suo sito fu abitato già in epoca neolitica e, successivamente, nel periodo romano.

Imboccando la Strada Provinciale ex SS93, quindi la Strada Statale 658 e, infine, la Strada Provinciale ex SS303, si giunge ad Avigliano, cittadina che le leggende fanno risalire al V secolo a.C., ma che appare, più probabilmente, nata tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero Romano, anche se è al Medioevo che risale il suo periodo di maggiore attività.

fine della prima puntata: questo post è troppo lungo, lo continuo appena posso!

FOTO: Parco Archeologico di Venosa
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